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Didattica Inclusiva

Il portale dedicato alla didattica inclusiva a supporto di BES e DSA rivolto a insegnanti, genitori, studenti. Un glossario sempre aggiornato per orientarsi fra sigle e definizioni, un team di esperti per rispondere alle vostre domande, un occhio alla normativa e tanto altro.

Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri

Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri

Le nuove Linee guida per l'accoglienza e l'integrazione degli alunni stranieri intendono affrontare, in un ottica più aggiornata rispetto alle precedenti del 2006, il variegato e rinnovato quadro del mondo dei migranti e fornire alla scuola e a tutte le agenzie educative gli strumenti e le indicazioni operative indispensabili per affrontare adeguatamente il complesso multiculturalismo del terzo millennio. La normativa completa si trova in allegato.

Premessa

Nel 2006, con circolare ministeriale n. 24 del 1° marzo, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca emanava le Linee guida per l’accoglienza e l’integrazione degli alunni stranieri con l’obiettivo di presentare un insieme di orientamenti condivisi sul piano culturale ed educativo e di dare suggerimenti di carattere organizzativo e didattico al fine di favorire l’integrazione e la riuscita scolastica e formativa degli alunni stranieri. Le Linee guida del 2006 sono state un riferimento importante ma, a distanza di quasi dieci anni, è necessaria una riconsiderazione della realtà del mondo dei migranti, che si configura oggi assai complesso sia numericamente che per varietà di provenienza e di culture, sempre nell’ottica di una via interculturale all’integrazione. Sono poi intervenute novità normative, nuove esigenze e richieste di indirizzo provenienti da quanti lavorano nella scuola e dalla società e che derivano soprattutto dalla ricchissima e proficua esperienza delle nostre scuole autonome che hanno disegnato il modello italiano di integrazione in questi anni.
Questo documento rappresenta perciò uno strumento di lavoro per dirigenti scolastici, insegnanti, genitori, operatori delle associazioni, a cui spetta il compito di individuare le modalità con le quali affrontare ciascuna situazione nella consapevolezza che lo studente di origini straniere può costituire un’occasione per ripensare e rinnovare l’azione didattica a vantaggio di tutti, un’occasione di cambiamento per tutta la scuola.

I parte - Il contesto: scuola multiculturale o scuola internazionale?

I minori stranieri, come quelli italiani, sono innanzitutto persone e, in quanto tali, titolari di diritti e doveri che prescindono dalla loro origine nazionale. La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948, infatti, all'art. 2 afferma che: "Ad ogni individuo spettano tutti i diritti e tutte le libertà enunciate nella presente Dichiarazione, senza distinzione alcuna per ragioni di razza, di colore, di sesso, di lingua, di opinione politica o di altro genere, di origine nazionale o sociale, di ricchezza, di nascita o di altra condizione."; principi confermati dalla Convenzione sui diritti dell'infanzia del 1989, ratificata dall'Italia nel 1991. Si tratta di Dichiarazioni che l'Italia ha fatto proprie, le quali valgono sul nostro territorio e costituiscono un punto fermo per le politiche e gli interventi che sono rivolti o che coinvolgono bambini, ragazzi, adolescenti provenienti da tutto il mondo che vivono da noi.
È giusto oggi riconoscere la coerenza nel tempo e il successo del nostro modello di integrazione che si è costruito nel tempo, sulla base del diritto e del riconoscimento delle buone pratiche di scuole inclusive.
La tutela del diritto di accesso a scuola del minore straniero trova la sua fonte normativa nella legge sull'immigrazione n. 40 del 6 marzo 1998 e nel decreto legislativo n. 286 del 25 luglio 1998 "Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell'immigrazione e norme sulla condizione dello straniero" che riunisce e coordina gli interventi in favore dell'accoglienza e integrazione degli immigrati, ponendo particolare attenzione all'integrazione scolastica. La legge n. 189 del 30 luglio 2002 ha confermato le procedure di accoglienza degli alunni stranieri a scuola. Il quadro normativo, imperniato sull'autonomia delle istituzioni scolastiche, regolata dal DPR n. 275/99, ha consentito e consente di affrontare tutti gli aspetti connessi con l'integrazione degli stranieri, con soluzioni flessibili adattate al particolare contesto in cui opera ciascuna scuola.
La legge di riforma dell'ordinamento scolastico, n. 53/2003, contiene poi elementi idonei allo sviluppo delle potenzialità di tutti gli allievi attraverso la personalizzazione dei piani di studio per la costruzione di percorsi educativi e didattici adeguati a ciascuno studente. Il documento La via italiana per la scuola interculturale e l’integrazione degli alunni stranieri (ottobre 2007) redatto dall’Osservatorio nazionale istituito dal Ministero della pubblica istruzione nel dicembre 2006, definisce i principi e le azioni fondamentali di un possibile “modello” italiano.
Così l'educazione interculturale costituisce lo sfondo da cui prende avvio la specificità di percorsi formativi rivolti ad alunni stranieri, nel contesto di attività che devono connotare l'azione educativa nei confronti di tutti. La scuola infatti è un luogo centrale per la costruzione e condivisione di regole comuni, in quanto può agire attivando una pratica di vita quotidiana che si richiami al rispetto delle forme democratiche di convivenza e, soprattutto, può trasmettere i saperi indispensabili alla formazione della cittadinanza attiva. Infatti l'educazione interculturale rifiuta sia la logica dell'assimilazione, sia quella di una convivenza tra comunità etniche chiuse ed è orientata a favorire il confronto, il dialogo, il reciproco riconoscimento e arricchimento delle persone nel rispetto delle diverse identità ed appartenenze e delle pluralità di esperienze spesso multidimensionali di ciascuno, italiano e non.
Il documento Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione, del novembre 2012, conferma la scelta dell’educazione interculturale: “ una molteplicità di lingue e culture sono entrate nella scuola. L’intercultura è già oggi il modello che permette a tutti i bambini e ragazzi il riconoscimento reciproco e dell’identità di ciascuno. A centocinquanta anni dall’Unità l’italiano è diventata la lingua comune di chi nasce e cresce in Italia…”. Il successo di questo approccio è oggi pienamente attestato. Secondo una recente indagine della Commissione europea, condotta da Eurydice, L'Integrazione scolastica dei bambini immigrati in Europa (Bruxelles, 2009) la maggior parte dei Paesi ha introdotto varie misure di sostegno per aiutare gli alunni e le famiglie immigrate; in particolare nel campo dell’apprendimento della lingua del paese ospite.
Sui risultati delle strategie di integrazione scolastica degli alunni di origine straniera si è prodotta negli ultimi anni una vasta letteratura, basata anche su indagini comparative internazionali come OCSE-PISA e sulle rilevazioni nazionali dei risultati di apprendimento condotte dai sistemi di valutazione. Le criticità che emergono costituiscono un quadro di riferimento essenziale per l’adozione delle misure specifiche. Ma va anche sottolineato che, nel confronto internazionale, il nostro sistema di istruzione mostra una progressiva capacità di integrazione dei bambini e ragazzi non italiani.

La normativa completa si trova in allegato.

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